Sono sempre più a rischio i nidi privati in convenzione di Roma, che da anni soffrono i ritardi cronici nei pagamenti da parte del Comune. In gran parte dei casi, i versamenti si sono fermati al mese di maggio e le esposizioni bancarie non permettono più ai gestori di far fronte alle spese con le proprie risorse. Molte delle 214 strutture convenzionate della capitale sono state costrette a bloccare gli stipendi alle educatrici e a breve non potranno più pagare le bollette. Nel Decimo Municipio si rischia la sospensione del servizio, con gravi disagi per le famiglie coinvolte. “La situazione è divenuta insostenibile – denuncia l’associazione Onda Gialla – ci sono stipendi arretrati da pagare e i costi di gestione da affrontare. In molti rischiano di fallire”. All’origine dell’empasse ci sarebbe un problema di natura burocratica: “a quanto pare – spiega il consigliere comunale Maurizio Politi – il dipartimento servizi educativi, inviando I pagamenti da liquidare, in più di un’occasione ha ricevuto parere negativo dalla ragioneria del campidoglio per come sono state presentate le cedole”. Prima delle festività natalizie, la presidente della Commissione Scuola Maria Teresa Zotta ha presentato una mozione per chiedere alla giunta di snellire le procedure di pagamento delegandole ai municipi, ma la proposta non è ancora stata discussa. A farne le spese sono I circa 7mila bambini romani che attualmente non trovano posto nei nidi pubblici.