Ha preso il via ieri, nell’aula bunker di Rebibbia, il processo contro il clan Spada di Ostia. Gli imputati sono 27, tra cui il boss carmine – detto “Romoletto” – e suo fratello Roberto. Nei loro confronti, la procura di Roma contesta, a vario titolo, l’associazione a delinquere di stampo mafioso e i reati di omicidio, usura ed estorsione. I pm hanno chiesto ed ottenuto il rito immediato per i capi dell’organizzazione. Ammesse come parti civili regione Lazio, comune di Roma e le associazioni “Antonino Caponnetto”, “libera” e “ambulatorio antiusura”. Nessuna delle quindici vittime, invece, si e’ presentata in aula per costituirsi parte offesa: per i pm ciò conferma che ad Ostia c’e’ un clima di paura e che permangono gravi problemi di sicurezza.