“Anche l’area di Pomezia non e’ esente da infiltrazioni mafiose” – e’ quanto si apprende dalla relazione sui primi sei mesi del 2018 che la DIA ha trasmesso al Parlamento. Il riferimento e’ all’operazione portata a termine dai carabinieri la scorsa estate, quando tre persone sono state arrestate per tentato omicidio, estorsione, usura e detenzione abusiva di armi con l’aggravante del metodo mafioso. A capo del gruppo criminale due fratelli di origini calabresi. Le indagini erano iniziate due anni prima, in seguito ad un vero e proprio attentato avvenuto a Torvaianica nei confronti di un imprenditore locale con l’esplosione di 28 colpi di fucile. Ma ritroviamo Pomezia anche nell’ambito di un’altra operazione legata ad un esponente della cosca “Raso-Gullace-Albanese“. Le forze dell’ordine avevano sequestrato alcune societa’ di Pomezia operanti nei settori ‘turistico-alberghiero’, agricolo e della lavorazione del legname. La citta’ pometina, inoltre, compare tra gli “appoggi logistici” utilizzati da un esponente di spicco della criminalita’ organizzata per la sua latitanza.