Pomezia malata del gioco d’azzardo. Secondo l’inchiesta del gruppo Gedi, realizzata con i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2017 ogni pometino ha speso in slot e macchinette la bellezza di 1.666 euro. Questa cifra, ben poco lusinghiera, porta la città al 35esimo posto per le giocate pro-capite tra i 130 comuni italiani con una popolazione compresa tra i 50mila e i 200mila residenti. I giochi più gettonati sono slot e macchinette; seguono le lotterie instantanee, il lotto, le scommesse virtuali e il superenalotto. Insomma, I residenti non si fanno mancare nulla. Va meglio, per così dire, ai vicini di Ardea, che a testa spendono nel gioco d’azzardo 827 euro l’anno. Una città più virtuosa dunque? Non proprio, se si considera che il reddito medio è di quasi 17mila e cinquecento euro, cioè più di mille in meno rispetto a pomezia. In sostanza, è vero che ad Ardea si gioca meno, ma è anche vero che il comune è decisamente più povero e quindi meno in grado di “rischiare”.