Minacciano di proclamare lo stato di agitazione i 300 dipendenti del Comune di Pomezia se l’amministrazione non convocherà in tempi brevi un tavolo di confronto con i sindacati per discutere una serie di decisioni già adottate unilateralmente dall’esecutivo. Infatti, Cigl, Cisl e Uil contestano al Comune “di aver assunto – dicono – un comportamento antisindacale per aver definito i settori e il numero dei vicedirigenti. Una misura che prevede la contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori che invece non c’e’ stata”. Le tre organizzazioni puntano il dito anche sul nuovo regolamento delle scuole materne deliberato dal consiglio senza averne preventivamente discusso con la parte sociale. Il provvedimento indica i profili professionali, le mansioni, gli orari e I rapporti tra insegnanti e bambini. Le sigle sindacali sollecitano la sospensione di queste decisioni incriminate. “Vogliamo evitare l’impugnazione davanti al tribunale del lavoro per il palese non rispetto della normativa contrattuale – spiegano Cgil,Cisl e Uil che concludono – chiediamo al sindaco Adriano Zuccala’ la convocazione di un tavolo per eventuali modifiche”.