Il 26 settembre il Consiglio di Stato sarà chiamato ad esprimersi definitivamente sulla legittimità del vincolo paesaggistico posto dal ministero dei beni culturali su 2000 ettari di campagna romana, tra i territori di Pomezia e Ardea. Ben prima della sentenza, scoppia la polemica: “Ormai è ufficiale – scrive l’associazione LatiumVetus – dopo aver palesemente contrastato il provvedimento ministeriale davanti al Tar, il comune di Pomezia non si e’ costituito nella causa giunta al suo ultimo grado di giudizio. L’amministrazione propaganda un interesse ambientale che, nei fatti, noi non vediamo. L’ambiente, peraltro, è una delle cinque stelle del movimento fondato a suo tempo da Beppe Grillo. Questa giunta difende così il territorio?” – si chiede il gruppo. Il vincolo dei beni culturali, in sostanza, mette un freno all’insediamento di attività speculative impattanti, come il trattamento dei rifiuti e la realizzazione di capannoni industriali. Oltre a Latium Vetus, si oppongono alla “liberalizzazione” le associazioni “Santa Palomba”, “Via monachelle” e “Tyrrhenum”.