Dopo l’ultima fallimentare stagione estiva – in termini di presenze e di servizi rivolti ai bagnanti – l’associazione culturale “Ostia” chiede il ripristino delle concessioni sulle spiagge libere. “il progetto di offrire in buona fede e con molta fantasia la ‘Copacabana del Mare di Roma’ non ha funzionato – scrive Willy Quirini – ed ha fatto riemergere il triste passato degli anni precedenti al 1995, caratterizzato da degrado e disinteresse. Il Decimo Municipio non ha i mezzi economici per garantire accoglienza e quei servizi che solo i chioschi possono offrire, come dimostrato per 25 anni. Purtroppo, non solo si e’ evidenziato un forte calo di utenze e di famiglie, ma anche il piccolo commercio locale ne ha subito le conseguenze” – conclude Quirini, che dunque chiede all’amministrazione di predisporre un bando in tempi brevissimi per otto postazioni. In effetti, soltanto per la scorsa estate, il Campidoglio ha speso circa un milione di euro per la gestione degli arenili pubblici di Ostia, con servizi carenti avviati notevolmente in ritardo rispetto all’inizio della stagione balneare. Il nodo resta la determina dirigenziale che, di fatto, afferma come dal 1999 il Municipio non sia più concessionario delle spiagge libere, quindi non potrebbe a sua volta assegnarle a soggetti terzi. A meno che non si trovi uno strumento specifico coerente alle normative vigenti, in accordo con la regione e il demanio.