Dopo la “Spiaggetta” – uno dei punti di riferimento delle notti romane, quando Ostia aveva ancora una “movida” – tocca all’Happy Surf. Le ruspe del Comune di Roma continuano a demolire i chioschi realizzati sulle spiagge libere dallo stesso comune di roma, proponendo in alternativa bagni chimici, un servizio di salvamento part-time e pali dell’illuminazione inutili. Da ieri gli operai incaricati dal decimo municipio sono al lavoro per “spianare” il capanno sul lungomare Duca degli Abruzzi, nelle immediate vicinanze del porto. “abbiamo fatto un accesso agli atti per capire qual’e’ il motivo dell’abbattimento – si legge in una nota dell’associazione ‘Decimo Solidale’ – e ci è stato risposto genericamente che la struttura è fatiscente e rappresenterebbe un pericolo per i bagnanti. Un giudizio ‘viziato’ dal fatto che i tecnici, in realtà, non avrebbero potuto accedere al chiosco perché chiuso da un lucchetto arrugginito. L’ex-titolare, Stefano Albertini – che per anni ha proposto un modello di ‘gestione del mare’ davvero impeccabile – non ha potuto far altro che assistere impotente alla demolizione: “Quello che stanno facendo è illegittimo – ha commentato – stanno distruggendo un bene pubblico, che avrebbero potuto rimettere a bando in accordo con la regione”. “Ripartiamo con l’Happy Surf – si è limitata a dichiarare la Presidente del Municipio Giuliana Di Pillo – e stavolta i resti verranno rimossi subito dalla ditta incaricata, la stessa che ha operato per il Med e che per la sosta dovuta alle festività natalizie non ha ancora portato via i detriti”.