Dopo il sequestro è scattata la confisca.  La Finanza di Roma – su richiesta della direzione distrettuale antimafia – ha dato esecuzione all’esproprio dei beni riconducibili ai fratelli Carmine e Terenzio Fasciani, per un valore complessivo che supera i 18 milioni di euro.  Il provvedimento fa seguito alle operazioni “Nuova alba” e “Tramonto” e alle recenti sentenze della corte di cassazione che hanno sancito la matrice mafiosa del clan.