Sono state depositate dalla corte di Roma le motivazioni sull’omicidio Vannini. La sentenza entra nel merito ricostruendo gli eventi che vedono come maggiore responsabile per la morte del giovane, Antonio Ciontoli che – si legge nelle carte – “ha pensato alle conseguenze dannose solo per il suo lavoro, non prestando i dovuti soccorsi per salvare il ragazzo”. Per quanto riguarda i restanti membri della famiglia, secondo la corte non emerge con adeguata chiarezza che la Pezzillo, moglie di Ciontoli,  e i due fratelli abbiano avuto cognizione dell’accaduto pari a quella di Antonio. Infine la posizione di Viola Giorgini, la compagna di Federico, sarebbe – per i pm – se non marginale quantomeno secondaria, rispetto agli altri imputati e per questo da assolvere.