Ad un anno dall’avvio dell’inchiesta sulla morte di Elena Aubry si torna all’ipotesi iniziale. Ovvero: la motociclista dovrebbe essere stata uccisa dal manto sconnesso di via Ostiense. Infatti, ieri, nel sopralluogo disposto per individuare il punto esatto dove il 6 maggio del 2018 è caduta e morta la giovane, il consulente della Procura ha confermato come gli avvallamenti abbiano avuto un ruolo cruciale nell’incidente mortale. I tre testimoni – che hanno visto elena perdere l’equilibrio – hanno concordato su quale «mattonella» la motociclista sia scivolata mentre era alla guida della sua Honda. Le versioni fornite combaciano tra loro e concordano con quanto stabilito nella consulenza in 3d voluta dal pm Laura Condemi e mai fatta prima d’ora in Italia. Presto potrebbero essere formulate le ipotesi di reato contro I primi indagati. “Dopo più di un anno, per quanto mi riguarda, siamo alla scoperta dell’acqua calda”, ha dichiarato la mamma di Elena, Graziella Vviviano, che conclude: “Ora, mi aspetto giustizia, non vendetta”.