“Le spiagge italiane sono un bene comune e vanno difese dall’inquinamento e dall’illegalità, ma anche da stabilimenti che in alcuni comuni hanno reso impossibile la loro fruizione libera e gratuita”. Sono questi gli obiettivi che hanno portato alla nascita del coordinamento nazionale per il Mare Libero, promosso da cittadini di tutta italia che da anni si battono contro questa ingiustizia. In tantissimi provengono dal litorale romano. Tra questi il segretario della neo-nata associazione, Agostino Biondo, e il tesoriere, Danilo Ruggiero. “Nel nostro paese, purtroppo, oltre la metà delle spiagge risulta inaccessibile a causa dell’inquinamento o delle concessioni – denuncia il coordinamento – spesso ci sono dei veri e propri soprusi, con barriere che impediscono non solo la vista, ma anche l’accesso, con la realizzazione di muri e manufatti, tra l’altro, abusivi. Tra le prime iniziative che vogliamo mettere in atto, chiederemo un incontro con il governo, per capire il recepimento della direttiva europea Bolkestein. Sul tema delle licenze balneari è in corso una polemica per le proroghe senza gara e limiti di tempo e sui bassi canoni in vigore. Si tratta di risorse che potrebbero essere investite per la tutela della costa. Noi ci batteremo per garantire la possibilità di godere gratuitamente e liberamente delle spiagge, e per far sì che le concessioni, ottenute nella massima trasparenza, assicurino qualità e sostenibilità’ ambientale” conclude il “coordinamento nazionale Mare Libero”.