Il mare per tutti… La vela come terapia”: e’ il motto di “Mare Aperto Onlus”, che in occasione del suo trentesimo anniversario ha organizzato un incontro presso l’Ostia Antica Park Hotel. Dal 1989 – perseguendo le intenzioni del suo fondatore Giorgio D’Orazi – l’associazione intende demolire il mito della vela intesa come sport d’élite. Le attivita’ sociali si sono via via infittite, con le azioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche a bordo e nei porti, per il riconoscimento del diritto dei disabili ad ottenere l’abilitazione alla direzione nautica delle imbarcazioni da diporto ed ancora per dimostrare scientificamente la valenza della “velaterapia” come strumento di recupero, sia per disagi psichici che per favorire l’inclusione di categorie a rischio. Proprio in occasione del trentennale, si e’ saldata la collaborazione con il “progetto pole pole”, che vede coinvolti ragazzi con diagnosi di autismo nel periplo a vela Sanremo-Trieste, insieme allo skipper Andrea Contini e al fotografo Emanuele Dello Strogolo. Il futuro di mareaperto prevede, in aggiunta alle storiche attivita’ di “velaterapia”, l’impegno per il riconoscimento di un’identita’ visiva alle gruette installate sui pontili per l’accesso dei disabili alle barche a vela. In tale ottica, il presidente Francesco Corso ha impostato la rotta presentando il progetto grafico del simbolo, realizzato dalla designer Ottavia Tracagni, che coniuga l’abbattimento delle barriere architettoniche con la navigazione da diporto.