Tappi, cotton fioc, mozziconi di sigaretta e bottiglie… Sono queste le diverse “specie” di immondizia che abitano l’ecosistema marino del litorale laziale. Il dato allarmante emerge dal dossier “Beach Litter 2019”, presentato da Legambiente. Su un’area campionata di 19mila metri quadrati, sono stati trovati quasi 6mila rifiuti, circa uno ogni tre metri lineari. La plastica e’ il materiale piu’ diffuso, pari all’89% del totale, seguita dal legno al 3%, e da carta e vetro al 2%. Secondo l’indagine, la causa principale sarebbe da imputare alla cattiva gestione degli scarti urbani, insieme alla carenza di depuratori. Solo una piccola percentuale sarebbe invece da ricondurre alla pesca e all’acquacultura con reti, lenze e scatole di esche abbandonate. “Bisogna sostenere e rilanciare i progetti come il ‘Fishing for Litter’ con tanti pescatori spazzini dei fondali durante la loro consueta attività – ha dichiarato il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi – allo stesso modo vanno bandite le plastiche monouso e gli imballaggi, aumentando la depurazione e riqualificando i fiumi. – prosegue – voglio ringraziare le migliaia di volontari in campo in questi giorni su tutta la costa per ripulire gli arenili”. Dopo l’intervento effettuato sulla sabbia di Coccia di Morto a Fiumicino, dello scorso 20 maggio, e’ tornata infatti “Spiagge e Fondali Puliti”, la piu’ grande iniziativa libera di pulizia del litorale, che si svolge con il contributo della regione e coinvolge amministrazioni, enti parco, sub e scuole.