Legambiente si rivolge alla Regione Lazio per avanzare delle richieste specifiche sul piano territoriale paesistico in discussione in questi giorni in consiglio. “Il testo – scrive l’associazione – ferma i rischi di consumo di suolo in aree agricole di pregio, causati da campi fotovoltaici a terra, ma non garantisce lo sviluppo delle rinnovabili. La vera sfida e’ pero’ quella di costruire un piano che consenta la diffusione di queste tecnologie e contemporaneamente tuteli i campi agricoli. Chiediamo che si possa continuare a realizzare impianti fotovoltaici, con copertura pero’ non superiore ad una minima porzione di ciascun appezzamento. Nel Lazio – prosegue Legambiente – si stanno sviluppando i contratti di fiume. La Regione deve fare la sua parte nella salvaguardia dei rischi idrogeologici, consentendo e stimolando al meglio progetti di rinaturalizzazione, attraverso delocalizzazione e abbattimenti del costruito. Oggi il territorio e’ impegnato in prima fila nel rilancio di parchi e aree protette, la cui valorizzazione e’ un elemento di sviluppo e adattamento al clima che cambia. Il piano deve essere accolto come un’occasione da non perdere per la conferma della tutela anche nelle aree dove, oltre al vincolo ambientale, deve essere garantito il vincolo paesaggistico. Questa amministrazione può essere la prima a inserire tutto ciò nel piano territoriale paesistico regionale” ha concluso Legambiente.