A Ladispoli ci sono ancora dubbi e perplessità sulla messa a punto del “Piano di salvamento collettivo” per la stagione balneare che è ormai alle porte. Lo scorso anno grazie all’amministrazione comunale e alla partecipazione di “Assobalneari” e “Ribomar”, le spiagge libere hanno visto la presenza di oltre 20 torrette presidiate da altrettanti assistenti bagnanti. Una vera e propria rete di “sicurezza” ideata anche grazie alla collaborazione con la Capitaneria di Porto. Ogni postazione, inoltre, era dotata di un defibrillatore per eventuali emergenze. Il vicesindaco Pierpaolo Perretta ha annunciato la volontà di ripetere l’esperienza che aveva portato ottimi risultati, ma il progetto è al vaglio dei balneari. Qualora dovessero rifiutare di replicare il piano dello scorso anno, l’amministrazione dovrebbe valutare in tempi brevi una valida alternativa. Se gli stabilimenti potranno comunque contare sulla presenza dei bagnini, lo stesso non si potrà dire delle spiagge libere che rischiano di rimanere senza alcun tipo di assistenza per i bagnanti.