A Roma boom di richieste di risarcimento per l’emergenza buche. Nel 2018, tra cause civili e azioni stragiudiziali, ne sono arrivate a palazzo senatorio piu’ di 4.500. La perdita per il Campidoglio e’ stimata in 13 milioni di euro, circa 6 milioni in piu’ rispetto al 2017. Non e’ difficile comprendere come si sia arrivati a queste cifre. La situazione nella Capitale, tra cerchioni saltati, gomme squarciate e semiassi informi, e’ piu’ che mai gravosa e I cittadini, esasperati, hanno deciso di non tacere piu’. Il Codacons ha avviato una class action che ha messo insieme finora oltre 900 domande di rimborso. L’associazione consumatori e’ riuscita gia’ ad ottenere il primo risarcimento, pari a 760 euro. In campidoglio si grida all’allarme: se ad ogni guasto causato dall’asfalto seguisse una richiesta di danni per il comune sarebbe una debacle. Lo sa bene l’avvocatura capitolina che ha presentato ai giudici una memoria difensiva shock. Da quanto emerso dalle carte, infatti, la sicurezza stradale non viene considerata un diritto e pertanto non sarebbe consentito pretendere un rimborso. Le strade di Roma, secondo I legali, sarebbero troppo estese perche’ l’amministrazione possa effettuare un controllo efficace. “Strano – ha ricordato il Codacons – perche’ proprio la sicurezza stradale era un pilastro del programma del Movimento 5 Stelle nelle scorse elezioni.” Viste le polemiche e per dare un segnale ai romani, il Comune ha accelerato l’avvio dei lavori di manutenzione. I primi cantieri dovrebbero partire a febbraio: tra questi Via Cristoforo Colombo, Via del Mare e Via Ostiense. Proprio in un tratto dell’Ostiense, all’altezza di Ostia, si e’ verificata la tragedia di Elena Aubry, la ragazza morta per un incidente in motocicletta a causa dei dossi e delle radici presenti sull’asfalto. Fa riflettere l’ultimo appello della madre al Ministro Toninelli: “chiedo al governo di affrontare e risolvere la questione delle protezioni dei guard rail, che permetterebbero di salvare la vita di tanti motociclisti.”