Dopo mesi di trattative, gli operatori dei mercati rionali dislocati in tutta Roma hanno deciso di non firmare la nuova convenzione con il Comune per la gestione degli spazi. Tra questi figurano anche le strutture dell’Appagliatore, Capo Passero e Orazio dello Sbirro, ad Ostia. Ora il settore rischia la paralisi. Fino a ieri gli ambulanti pagavano un canone ridotto in virtù dei servizi che fornivano: la pulizia, la vigilanza e gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Potevano contare, quindi, su sconti compresi tra l’80 e il 90 per cento sulla tariffa comunale. La soglia nell’ultimo bilancio capitolino e’ stata portata al 65 per cento: questo cambiamento aveva creato I primi dissapori, poi rientrati grazie al “Principio di premialita'”. Gli operatori, pur non convinti, erano pronti a sottoscrivere il documento, fino a quando l’assessore al commercio Carlo Cafarotti non ha rilanciato chiedendo anche una fideiussione – tra i 40 e I 90 mila euro – al momento della stipula della convenzione. “Nessuno di noi e’ stato in grado di raccogliere questa cifra – ha spiegato Valter Papetti presidente Fiva Confcommercio Roma – perche’ avremmo dovuto dare delle garanzie personali su spazi che non sono di nostra proprieta'”. L’accordo e’ quindi saltato e ora le decisioni spettano al Campidoglio che potrebbe far ricadere l’incombenza sui singoli municipi.