Arrivano i primi commenti istituzionali al provvedimento che ha visto l’esproprio dei beni a Carmine e Terenzio Fasciani, per un valore complessivo che supera i 18 milioni di euro.
Il giudice che ha deciso la confisca, Guglielmo Muntoni, commenta così: “La pronuncia cassata dalla corte di appello non consente affatto di escludere la l’associazione di stampo mafioso, come quella finalizzata al traffico di stupefacenti e deve ritenersi la sussitenza di un rilevante quadro che attesta la pericolosità dei due fratelli”. Il Partito Democratico, con un comunicato firmato da Giovanni Zannola – della direzione romana – e dagli esponenti del Decimo Municipio Flavio De Santis e Valerio Pagnotta, sottolinea come: “La natura degli espropri fotografa l’inquinamento economico del Decimo Municipio e per questo almeno una parte delle somme confiscate dovrebbero essere reinvestite sul territorio per effettuare lavori di pubblica utilità”. Infine il sindaco Virginia Raggi spende poche ma chiare parole per ribadire il suo punto di vista sulla vicenda: “Fuori la mafia da Roma, ringrazio la Guardia di Finanza e la direzione distrettuale antimafia per questa operazione. La criminalità non deve inquinare l’economia del litorale”.