Il Gruppo Archeologico del territorio Caerite sta effettuando la ripulitura delle Aquae Caeretanae ritrovate nel 1987 dopo essere scomparse dai radar della storia per oltre 1600 anni. Nel terzo secolo dopo cristo le terme vennero definite dall’imperatore Lucio Domizio aureliano come le acque più calde d’Italia. Gli scavi archeologici fecero emergere due grandi vasche, quelle del calidarium e del tepidarium circondate da tre file di sedili in marmo, colonne e mosaici. Successivamente, le ricerche si fermarono per mancanza di fondi. All’appello oggi mancano ancora il frigidarium, gli spogliatoi e la palestra. “Per questo motivo – spiega Arnaldo Gioacchini del comitato tecnico-scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco – il gruppo del territorio Caerite ha avuto dalla soprintendenza il permesso di ripulitura e lo sta facendo con la stessa squadra operativa che ha già sistemato la zona del laghetto della Banditaccia a Cerveteri. Ci chiediamo se quello finora riportato alla luce sia totalmente esaustivo. Tra l’altro sulla sinistra del calidarium ci sono rovi e cespugli che coprono un’altra struttura che, sebbene più piccola, impegnerà molto I volontari a lavoro con l’obiettivo di riscoprire le antiche terme. L’augurio – conclude Gioacchini – è che quanto prima possa essere messa in sicurezza l’area in modo tale da essere visitabile”.