Dopo un mese di terapia la prima “libera uscita” lo riporta nel cuore del nuoto. Manuel Bortuzzo ha lasciato per alcune ore la fondazione Santa Lucia, dove ha iniziato la neuro-riabilitazione, per recarsi nel luogo a lui più caro: il Centro Federale di Ostia. Al suo fianco, come sempre, mamma Rossella, papà Franco e il presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli. Da quella tragica notte all’Axa, Manuel è diventato ancora piu’ forte. “Non maledico quel giorno, perché stavo vivendo la mia vita – racconta Manuel – si è trattato di uno sbaglio e adesso voglio soltanto andare avanti e pensare a me stesso. Non mi importa di chi mi ha sparato, cosa posso dire di quel genere di persone, se li incontrassi riderei. Lo sport mi ha insegnato a restare tranquillo. Testimonianze sono arrivate dall’intero mondo dello sport italiano ed è stato come riunirlo tutto insieme in un’ unica, grande, famiglia. E’ venuta a trovarmi anche Bebe Vio. Abbiamo parlato di tante cose, mi ha raccontato la sua storia e mi ha trasmesso tanta positività”. Manuel e’ consapevole della sua nuova condizione e la affronta con una forza ed un coraggio poco comuni in un ragazzo così giovane. “Come mi vedo tra dieci anni? Mi vedo in piedi – prosegue – il mio sogno più grande è camminare, ma ora l’importante è che stia andando tutto per il meglio. Questo territorio mi ha tolto tanto, ma mi ha anche dato molto: nuoto, fidanzata, amici…Chissà, magari un domani mi ci compro casa”.